RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
From: "Lucas Corso"To: <vue@excite.it>Sent: Friday, January 09, 2004 5:44 PMSubject: La Beffa Finale
E' col cuore gonfio che prendo in mano la tastiera per tracciare queste che saranno le ultime parole che io scriverò per narrare le singolari gesta del mio amico Tommaso Vilasi.
Era mia intenzione fermarmi qui e tacere in modo assoluto l'avvenimento che ha determinato nella mia esistenza un vuoto che lo scorrere di più di tre anni non ha ancora per nulla placato, ma alcune recenti polemiche e una lettera ricevuta dal colonnello Giacomo Pazzi, che vuole riabilitare la memoria del fratello, mi hanno forzato a raccontare la verità.
La stampa ha fornito dell'accaduto solo tre versioni, sui siti ontoprovocation.net, vue.splinder.it e ontospicologia.org, di cui due parziali e una palesemente falsa. Neppure la lettera contenuta sul sito della dottoressa Susan Blackmore serve a chiarire il susseguirsi degli avvenimenti; tocca a me, quindi, rivelare cos'è successo veramente tra Tommaso Vilasi, Andrea Pazzi e il Professor Moneghetti.
Nell'autunno del 2000, Vilasi venne coinvolto assieme ad altri individui dalle singolari capacità nel progetto per la concezione di un non meglio precisato "progetto editoriale", che sarebbe dovuto culminare alla fine del 2002 con la pubblicazione.
Fu in questo periodo che Vilasi fece per la prima volta la conoscenza di Pazzi, che del progetto era l'ispiratore diretto e il principale responsabile. Tra le caratteristiche principali del mio amico Vilasi che ho cercato di mettere in risalto nei miei resoconti delle sue imprese c'era una sorprendente capacità di ricordare nozioni apparentemente inutili e di collegarle tra loro per creare percorsi originali e inediti attraverso campi apparentemente scollegati del sapere.
Furono queste qualità, unite alla sua fama di migliore cacciatore di informazioni d'Europa, che spinsero i responsabili del progetto ad affidargli l'area scientifica. In quel periodo Vilasi, memore di alcune pagine de "Il Gene Egoista" del biologo Richard Dawkins che avevano stimolato il suo interesse, decise di mettersi sulle tracce della pista memetica e, attraverso opere come "Virus della Mente" di Richard Brodie e "The Meme Machine" di Susan Blackmore, di dedicare all'argomento una monografia: "Se solo riuscissi a portare a termine una simile impresa, Corso", mi disse un giorno, "potrei considerarla come il culmine della mia carriera".
Che cosa accadde di preciso dopo rientra nel campo delle ipotesi, e tenterò di ricostruirlo utilizzando quel metodo deduttivo che il mio amico tentò tante volte di insegnarmi e per il quale andava giustamente famoso. E' probabile che Andrea Pazzi, da lui definito "il secondo uomo più pericoloso di Londra", una volta messe le mani sulla monografia ne abbia intuito le potenzialità e ne abbia messo a parte il suo vecchio precettore Professor Moneghetti, il "Napoleone dell'Ontopsicologia". I due avrebbero tratto dalla monografia brandelli di Brodie, Dawkins e Blackmore coniando, per fini personali non meglio precisati, una nozione totalmente nuova e a-darwiniana del termine "meme", veicolandola poi attraverso i canali a loro più congeniali, non ultima una trasmissione radiofonica dall'inequivocabile titolo "Meme".
Resta ben poco da dire sulla conclusione della vicenda. Durante la loro ultima discussione, che secondo la ricostruzione di alcuni esperti della polizia svizzera sfociò in un vero e proprio scontro, Vilasi e Pazzi precipitarono insieme nelle cascate di Wirklichung. E in quel calderone ribollente d'acqua giacciono per sempre, avvinghiati uno alle braccia dell'altro, il migliore segugio e il più grande trafficante di informazioni del nostro tempo.
Lucas Corso

